Tribunale di Mantova
Tribunale di Mantova - Privilegio ex art. 2751 bis n. 4 c.c. della società agricola, presupposti.
Tribunale Mantova, 09 settembre 2011 - Pres. Nora - Est. Gibelli.
Privilegi - Privilegio generale sui beni mobili ex art. 2751 bis n. 4 c.c. - Titolarità del privilegio in capo a società semplice agricola ex D. Lvo n. 99/04 - Insussistenza.
Il privilegio generale sui beni mobili previsto dall'art. 2751 bis n. 4 c.c. per i crediti dei coltivatori diretti non può essere riconosciuto alle società semplici agricole ex D. Lvo n. 99/04 atteso che il citato decreto si limita ad estendere a dette società, in possesso dei richiesti requisiti, la possibilità di accedere alle provvidenze previste dalla normativa statale in materia di agevolazioni fiscali e previdenziali a favore delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata)
(Provvedimento, titolo e massima tratti dalla rivista on-line www.ilcaso.it - riproduzione riservata)
Tribunale di Mantova - Amministrazione straordinaria, divieto di azioni esecutive e sequestro conservativo.
Tribunale Mantova, 16 agosto 2011 - - Est. Gibelli.
Amministrazione straordinaria - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive individuali - Sequestro conservativo - Applicabilità.
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive individuali contenuto dell'articolo 48 del decreto legislativo n. 270 del 1999 (amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi) deve intendersi esteso, nonostante il mancato riferimento della norma alle azioni cautelari, anche al sequestro conservativo, in quanto misura strumentale e prodromica all'azione esecutiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata).
(Provvedimento, titolo e massima tratti dalla rivista on-line www.ilcaso.it - riproduzione riservata).
Tribunale di Mantova - Definizione di atti di frode rilevanti per la revoca del concordato preventivo
Tribunale Mantova, 22 giugno 2011 - Pres. Nora - Est. Laura de Simone.
Concordato preventivo - Atti di frode rilevanti ai fini della revoca del procedimento - Definizione - Connotato etico della condotta del debitore - Irrilevanza - Atti di frode che traggono in inganno il ceto creditorio - Rilevanza.
Concordato preventivo - Atti fraudolenti commessi dal debitore in danno di alcuni creditori - Rilevanza penale - Incidenza sulla attendibilità della proposta e sulla espressione del voto dei creditori - Distinzione.
Concordato preventivo - Pignoramento presso terzi - Improcedibilità - Inopponibilità alla procedura dell'assegnazione delle somme - Dovere del creditore di restituzione delle somme assegnate.
Il concetto di atto di frode, nel disposto dell'art. 173, legge fallimentare, ultima parte del primo comma, deve essere letto alla luce della complessiva impostazione e finalità del concordato preventivo riformato, per cui in sede di procedimento ex art. 173 citato, esattamente come in sede di ammissione al concordato preventivo, la condotta del debitore non può essere valutata nel suo connotato etico; pertanto, gli atti di frode che rilevano, commessi dal debitore in epoca anteriore all'apertura della procedura, sono unicamente quelli destinati ad incidere sull'ammissibilità della proposta concordataria, ovvero quelli che traggono in inganno il ceto creditorio con riguardo alle aspettative di soddisfo e che in generale sono idonei ad influenzare la volontà dei creditori in sede di voto. (Laura de Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale di Mantova – Opposizione allo stato passivo, produzione di nuovi documenti e spese processuali.
Tribunale Mantova, 17 maggio 2011 - Pres. Gibelli - Est. Benatti.
In sede di opposizione allo stato passivo non è motivo di improcedibilità il mancato deposito da parte dell'opponente di copia del provvedimento impugnato non essendo detta produzione prevista da alcuna norma procedurale. (avv. Francesco Gabassi - Riproduzione riservata)
In sede di opposizione allo stato passivo l'opponente può produrre documenti nuovi, non precedentemente depositati unitamente alla domanda ex art. 93 l. f., purtuttavia l'omessa produzione, all'atto della domanda ex art. 93 l. f. o, al più, all'adunanza di verifica, della documentazione che la parte non era impossibilitata a produrre precedentemente, può concretare giusti motivi per compensare le spese del procedimento di opposizione allo stato passivo. (avv. Francesco Gabassi - Riproduzione riservata)
La produzione della certificazione ex art. 50 d.lgs. 385/93 (Testo Unico bancario)non è necessaria in sede di domanda di ammissione al passivo essendo prevista unicamente al fine dell'emissione di un decreto ingiuntivo. (avv. Francesco Gabassi - Riproduzione riservata)
Tribunale di Mantova – Nullità del trust liquidatorio.
Tribunale Mantova, 18 aprile 2011 - Est. Gibelli.
Tribunale Mantova – Acquiescenza al progetto di stato passivo ed inammissibilità della successiva opposizione.
Tribunale Mantova, 30 marzo 2011 - Pres. Nora - Est. Gibelli.
In base ad un'interpretazione sistematica della novella in materia di legge fallimentare, alla mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo non può che attribuirsi valenza di acquiescenza rispetto alle proposte del curatore ivi contenute con la conseguenza che l'eventuale successiva opposizione allo stato passivo va dichiarata inammissibile. (avv. Francesco Gabassi - Riproduzione riservata).
Tribunale di Mantova - Giudizio di fattibilità del piano concordatario: poteri del tribunale e dei creditori.
Tribunale di Mantova, decreto di omologazione del concordato preventivo 17 febbraio 2011 - Pres. Nora - Est. De Simone
Come emerge dalla lettera dell'art. 186 l.f., che attribuisce esclusivamente ai creditori il diritto di chiedere la risoluzione del concordato per inadempimento, compete ai creditori e non al tribunale, né in sede di ammissione né in sede di omologazione, il giudizio sulla fattibilità del piano concordatario. (dott. Alessandro Liardo - riproduzione riservata)
Tribunale di Mantova - L'art. 47 2° comma l.f. e la vendita della casa abitata dal fallito.
Tribunale di Mantova, 09 febbraio 2011 - Pres. Nora - Rel. Bettini.
L'art. 47, secondo comma, LF, il quale prevede che la casa di proprietà del fallito non può essere distratta dall'uso abitativo del fallito e della sua famiglia fino alla liquidazione delle attività, va inteso nel senso che il fallito ha diritto di vivere nella propria casa di abitazione finché la stessa non venga posta in vendita nell'ambito delle operazioni di liquidazione dell'attivo fallimentare compiute dagli organi della procedura, ma non obbliga il curatore a vendere la casa per ultima, ossia solo all'esito della liquidazione di tutti gli altri beni compresi nell'attivo. (dott.ssa Irma Giovanna Antonini - Riproduzione Riservata)
Trib. Mantova – Mancata annotazione della sentenza di fall. sul registro delle imprese – art. 44 l.f. e terzi di buona fede
Tribunale di Mantova, 3 gennaio 2011 - Dott. Marco Benatti
Nel caso in cui la Camera di Commercio non provveda all'annotazione tempestiva, a seguito della trasmissione operata ex art. 17 l.f. dalla cancelleria fallimentare, sul registro delle imprese della sentenza di fallimento, è onere della procedura rivolgersi all'ente preposto per il risarcimento dell'eventuale danno, non potendolo far ricadere su colui il quale, pur avendo ricevuto dei pagamenti dopo la sentenza dichiarativa di fallimento, ed essendo stato chiamato in giudizio ex art. 44 l.f. per la dichiarazione di inefficacia degli stessi, dimostri di essere stato in buona fede in quanto essendosi procurato una visura camerale al momento dei pagamenti, non era a conoscenza del fallimento. (avv. Francesco Gabassi - Riproduzione riservata)
Tribunale di Mantova – Ricorso per la dichiarazione di fallimento – Assistenza del difensore - Necessità
Tribunale di Mantova, 27 gennaio 2011 - Pres. Nora - Est. Laura De Simone.
È inammissibile il ricorso presentato senza l'assistenza tecnica di un avvocato, dal momento che l'iniziativa per la dichiarazione di fallimento deve qualificarsi come un'azione di parte e il ricorso deve presentare le caratteristiche di cui all'art. 125 c.p.c. e fra queste la sottoscrizione del difensore, tenuto conto dei vari richiami operati dall'art. 15 LF ad atti che sottendono alla presenza di un difensore e valutato che l'art. 22 LF consente di ritenere che nel procedimento possano essere liquidate le spese di lite. (dott.ssa Irma Giovanna Antonini - Riproduzione riservata)
Nel caso di ricorso dichiarato inammissibile per mancanza dell'assistenza tecnica del difensore, può essere opportuna la trasmissione degli atti al P.M., affinché, compiuti ulteriori accertamenti, valuti l'eventuale sussistenza di uno stato di insolvenza del debitore e riscontri i presupposti legittimanti la dichiarazione di fallimento. (dott.ssa Irma Giovanna Antonini - Riproduzione riservata)

