Tribunale di Velletri – Requisiti di validità del voto del mandatario in sede di approvazione del concordato preventivo.

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Data di riferimento: 
17/04/2015

Tribunale di Velletri 17 aprile 2014 – Pres. La Malfa.

Concordato preventivo – Procedura di voto – Mandatario del creditore –  Voto espresso in adunanza e nei venti giorni successivi - Necessità della procura speciale.

Concordato preventivo – Procedura di voto -  Procura speciale – Requisiti necessari.

Concordato preventivo – Espressione del voto – Atto di straordinaria amministrazione - Mandatario del creditore - Procura generale e procura alle liti – Invalidità del voto.

Nella procedura di voto per l'approvazione del concordato preventivo, dopo le modifiche introdotte dalla riforma fallimentare, non vi è spazio per distinguere fra i voti espressi nel corso dell'adunanza  e quelli espressi successivamente, in quanto la relativa portata è identica; da ciò consegue  che la regola  di cui all'art. 174 L.F.,  che prevede, per la validità dell'espressione del voto in adunanza da parte del mandatario di un creditore, che questi sia munito di procura speciale, trova applicazione anche per i voti espressi nei venti giorni a seguire. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

La richiesta della procura speciale dell'art. 174 L.F. è funzionale all'espressione de voto ed all'adunanza ed è necessario, nel caso non sia contenuta in calce all'avviso di convocazione, che sia in essa espressamente indicata la procedura cui il credito è riferito e gli elementi necessari per individuarla.  Pertanto, anche una procura che attribuisca genericamente  ad un funzionario delegato la facoltà di voto in tutte le procedure di competenza  non può essere idonea  allo scopo, rimanendo di carattere generale.(Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

Il mandato generale non legittima il voto ai fini dell'approvazione del concordato, anche perchè il voto costituisce un atto di straordinaria amministrazione cui si riconnette la funzione dispositiva del credito e l'art. 1708, secondo comma, c.c. esclude che il mandato generale comprenda gli atti che eccedono l'ordinaria amministrazione se non sono espressamente indicati. Lo stesso dicasi per la procura alle liti che parimenti deve escludersi  valga a consentire una valida espressione del voto , in quanto conferisce al difensore poteri processuali ma non poteri sostanziali sui diritti contestati. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

 

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/cri.php?id_cont=12638.php

 

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[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]