Corte di Cassazione (6042/2016) – Liquidazione coatta amministrativa e revocatoria fallimentare: periodo sospetto e termine di prescrizione. Prova della tempistica giornaliera delle rimesse bancarie.

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Data di riferimento: 
29/03/2016

Corte di Cassazione, Sez. I civ., 29 marzo 2016 n. 6042 – Pres. Didone, Rel. Ferro.

Liquidazione coatta amministrativa – Revocatoria fallimentare - Decorrenza del periodo sospetto – Computo a ritroso – Accertamento in senso ampio dell’insolvenza.

Liquidazione coatta amministrativa – Revocatoria fallimentare – Termine di prescrizione – Accertamento giuridico dello stato d’insolvenza – Fallimento – Diversità della disciplina – Non corrispondenza tra sentenza di fallimento e decreto dell’autorità di vigilanza.

Fallimento – Revocatoria – Rimesse in conto corrente bancario -  Scoperto di conto -  Operazioni di segno opposto nella stessa giornata – Ordine dell’estratto conto o delle schede di registrazione contabile – Criterio non valido – Cronologia dei movimenti –  Curatore - Onere della prova -  Carattere solutorio delle rimesse – Condizione necessaria – Presunzione in assenza di prova.

La decorrenza del periodo sospetto di un anno da considerarsi in sede di liquidazione coatta amministrativa per l’esercizio, ex art. 203 L.F., della revocatoria fallimentare, in particolare ex art. 67 L.F., va computata a ritroso rispetto all’accertamento giudiziale dell’insolvenza, da intendersi però non con stretto riguardo alla data di emissione della sentenza, ma in senso ampio, ossia con riferimento al momento anteriore di emissione del provvedimento amministrativo della messa in liquidazione. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

Quanto al termine di prescrizione, di durata quinquennale, dell’azione revocatoria fallimentare in ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, esso deve fare riferimento ai due eventi congiunti, dell’accertamento giudiziale dell’insolvenza ex art. 202 L.F.  e del provvedimento che ordina ex artt. 195 e 198 L.F. la liquidazione con nomina del commissario liquidatore, stante che, come disposto dall’art. 2935 c.c., la prescrizione non decorre contro chi non sia in grado di agire. La circostanza che, in ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, ai fini della prescrizione dell’azione revocatoria rilevi l’accertamento dello stato giuridico dell’insolvenza e non il decreto che dispone la liquidazione e che si realizzi una disciplina diversa rispetto a quella dettata per il caso di fallimento, in cui detto termine decorre dalla data di apertura della procedura concorsuale, non rileva, stante la non sostanziale corrispondenza tra accertamento giudiziale di insolvenza e valutazione delle condizioni economiche dell’impresa effettuata dall’autorità governativa di vigilanza. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

In tema di revocatoria delle rimesse in conto corrente bancario effettuate da un imprenditore poi dichiarato fallito, nel caso di plurime operazioni di segno opposto nella stessa giornata in cui appaia uno scoperto di conto, il fallimento che chieda la revoca di rimesse aventi carattere solutorio in relazione allo stato infragiornaliero e non al saldo di giornata, ha l’onere di dimostrare la cronologia dei singoli movimenti, cronologia che non può essere desunta dall’ordine delle operazioni risultanti dall’estratto conto ovvero dalla scheda di registrazione contabile in quanto tale ordine non corrisponde necessariamente alla realtà e sconta i diversi momenti in cui, secondo le tipologie delle operazioni, vengono effettuate le registrazioni sul conto. Di conseguenza, è onere del curatore provare la cronologia dei singoli movimenti, quale circostanza che incide sulla prove dell’esistenza di uno degli elementi costitutivi della domanda, vale a dire l’esistenza di un atto avente carattere solutorio sicché in mancanza di prova devono intendersi effettuati prima gli accrediti e poi gli addebiti. (Principio di diritto)

http://www.fallimentiesocieta.it/sites/default/files/CCF07042016_7.pdf

 

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