Tribunale di Udine – Concordato preventivo e successivo fallimento: carattere non prededucibile del corrispettivo dell’appalto.

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Data di riferimento: 
06/02/2017

Tribunale di Udine, 6 febbraio 2017 – Pres. dott. Venier, rel. dott. Zuliani

Fallimento – Concordato – Consecuzione di procedure – Stato passivo – Appalto – Prededuzione –  Insussistenza.

Fallimento – Concordato – Stato passivo – Art. 118 Codice dei contratti pubblici (abrogato) – Appalto – Prededuzione – Insussistenza.

In caso di appalto pendente al momento della domanda di concordato, ma non pendente al momento della successiva dichiarazione di fallimento, o nel quale comunque non sia subentrato il curatore fallimentare, il corrispettivo maturato fino alla domanda di concordato deve essere ammesso al passivo del fallimento in via chirografaria e non in prededuzione. (Giulia Gabassi – Riproduzione riservata)

L’art. 118 del Codice dei contratti pubblici [ora abrogato per effetto del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50], il quale prevede che la stazione appaltante sospenda il pagamento del dovuto all’affidatario, ove quest’ultimo non trasmetta copia delle fatture dei subappaltatori quietanzate, non può essere interpretato – in combinato con l’art. 111, 2° co. l.f. – nel senso di considerare il pagamento da parte del curatore degli appaltatori come effettuato in funzione degli interessi della massa dei creditori, rendendo pertanto il credito di questi ultimi prededucibile. L’art. 111, 2° co. l.f., considera, infatti, la funzionalità in merito al momento in cui i crediti sono sorti, e non in merito al momento in cui essi devono essere pagati. [Nel caso di specie il dovuto a favore della curatela era relativo a SAL anteriori alla pendenza della procedura di concordato preventivo, così come il credito del subappaltatore insinuatosi] (Giulia Gabassi – Riproduzione riservata)

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