Tribunale di Treviso – Fallimento: contratto di leasing anteriormente risolto per inadempimento e domanda di insinuazione al passivo proposta dal concedente.

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Data di riferimento: 
08/06/2017

Tribunale di Treviso, Sez. II civ., 08 giugno 2017 - Pres. Caterina Passarelli, Giudici Gianluigi Zulian e Petra Uliana.

Fallimento - Contratto di leasing – Risoluzione per inadempimento – Azione anteriormente proposta – Opponibilità alla massa – Contestuali domande restitutorie o risarcitorie – Concedente -  Insinuazione al passivo – Ammissibilità – Art. 1526 c.c. - Necessaria completezza della domanda.

Nell’ipotesi in cui un contratto di leasing si sia risolto per inadempimento dell’utilizzatore prima del di lui fallimento, la norma che viene in rilievo non è l’art. 72 quater L.F., che presuppone la pendenza del contratto, bensì l’art. 72, quinto comma, che sancisce l’opponibilità alla massa dell’azione di risoluzione promossa anteriormente al fallimento. In tal caso il concedente può far valere la domanda di risoluzione, rispettivamente ai sensi dell’art. 1458, primo comma, c.c. se trattasi di leasing di godimento, o ai sensi dell’art. 1526 c.c. se trattasi di leasing traslativo, ferma comunque la necessità di insinuarsi al passivo ex art. 93 L.F. qualora con la domanda di risoluzione siano proposte anche domande restitutorie o risarcitorie [nello specifico, il tribunale, in sede di opposizione ex art. 98 L.F., ha ritenuto che il contratto avesse un indubbio effetto traslativo in quanto, alla scadenza contrattuale,  all’immobile conferito in leasing poteva essere attribuito un valore superiore al prezzo di riscatto previsto, ed ha, comunque,  giudicato inammissibile, perché incompleta, la domanda di insinuazione al passivo proposta dal concedente, in quanto lo stesso avrebbe dovuto, ai sensi dell’art. 1526 c.c., offrire all’utilizzatore la restituzione di tutti i canoni pagati e pretendere solo un equo indennizzo che tenesse conto sia della remunerazione del godimento del bene, sia del suo deprezzamento e logoramento e che, eventualmente, lo risarcisse in caso di  suo  anormale deterioramento]. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata) 

http://www.fallimentiesocieta.it/sites/default/files/Trib.%20Treviso%208.06.2017%20n.%20101.2017.pdf

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