Tribunale di Milano - Smaltimento di rifiuti: il curatore di regola non è responsabile dello smaltimento dei rifiuti né destinatario degli obblighi ripristinatori di cui all’art. 192, comma 3, TUA.

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Data di riferimento: 
08/06/2017

Tribunale di Milano, 08 Giugno 2017. Rel. Filippo D'Aquino.

Smaltimento di rifiuti – Responsabilità del curatore del fallimento – Esclusione – Obblighi del curatore di ripristino di cui all’art. 192, comma 3, TUA. – Esclusione

Il curatore del fallimento, ove rinvenga rifiuti presso i locali dell’impresa nel corso delle attività di ricostruzione dell’attivo fallimentare e di inventariazione (in questo caso il trattamento di rifiuti era oggetto stesso dell’attività di impresa), non è tenuto inderogabilmente al trattamento e allo smaltimento, ovvero al conferimento a soggetto che proceda allo smaltimento. Deve infatti escludersi che il curatore possa qualificarsi come avente causa del fallito nel trattamento di rifiuti, salvo che la produzione dei rifiuti sia ascrivibile al suo operato come ad esempio nel caso di esercizio provvisorio di impresa che svolge attività di stoccaggio finalizzato al recupero. Ne consegue che la curatela fallimentare non può essere destinataria, a titolo di responsabilità di posizione, di ordinanze sindacali dirette alla tutela dell'ambiente, per effetto del precedente comportamento omissivo o commissivo dell'impresa fallita, non subentrando tale curatela negli obblighi più strettamente correlati alla responsabilità del fallito e non sussistendo, per tal via, alcun dovere del curatore di adottare particolari comportamenti attivi, finalizzati alla tutela sanitaria degli immobili destinati alla bonifica da fattori inquinanti. Va infatti esclusa una responsabilità del curatore del fallimento quale soggetto obbligato allo smaltimento dei rifiuti prodotti dal fallito, o quale destinatario degli obblighi ripristinatori di cui all’art. 192, comma 3, TUA, non essendo il curatore né l’autore della condotta di abbandono incontrollato del rifiuto, né l’avente causa a titolo universale del soggetto inquinatore. (Francesco Gabassi – Riproduzione riservata)

 

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/17614.pdf

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