Corte Costituzionale - Infondatezza della questione di costituzionalità dell'art. 15 L.F. per disparità di trattamento tra notifica ordinaria e fallimentare a persona giuridica in caso di difficoltà di esecuzione.

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Data di riferimento: 
11/07/2017

Corte Costituzionale, 11 luglio 2017 n. 162 – Pres. Paolo Grossi, Rel. Mario Rosario Morelli.

Fallimento – Ricorso e decreto di fissazione di udienza – Notificazione a persona giuridica – Procedimento ex art. 15 L.F. - Deposito presso la casa comunale, in particolare – Cautele ex art. 145 c.p.c. - Mancata previsione - Difformità di trattamento -  Incostituzionalità della norma fallimentare – Contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost. -  Corte di Cassazione – Ipotesi infondata – Tutela di interessi diversi – Debitore  - Garanzia del diritto di difesa:

Va dichiarata manifestatamente infondata con riferimento all'art. 3 Cost., la questione di costituzionalità dell'art. 15 L.F. per diparità di trattamento tra le notifiche ordinarie e quelle del processo fallimentare, in particolare laddove le modalità di esecuzione  prioritariamente previste  dalle rispettive procedure non vadano a buon fine,, in quanto la specialità e la complessità degli interessi, comuni ad una pluralità di operatori economici ed anche di natura pubblica, che il legislatore del 2012 ha inteso tutelare con l'introdotta semplificazione del procedimento notificatorio nell'ambito della procedura fallimentare segnano l'innegabile diversità tra quel procedimento e quello regolamentato dall'art. 145 c.p.c. nei confronti delle persone giuridiche.  Parimenti deve ritenersi che la disciplina ex art. 15 L.F. risulti rispettosa anche dell'art. 24 Cost., in quanto il diritto di difesa del debitore, nella sua declinazione di conoscibilità da parte dello stesso dell'attivazione del procedimento fallimentare a suo carico, risulta adeguatamente garantito in ragione del duplice meccanismo di ricerca della fallenda società che deve svolgersi prioritariamente all'alternativa residua, in casi di mancato perfezionalmento della notifica, del deposito del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza presso la casa comunale. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/18560.pdf

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