Corte di Cassazione (21200/2018) - Procedura fallimentare e data iniziale cui fare riferimento per decidere dell'eccessiva durata della stessa e per quantificare il danno subito dai creditori richiedenti un indennizzo.

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Data di riferimento: 
27/08/2018

Corte di Cassazione, Sez. II civ., 27 agosto 2018 n. 21200 – Pres. Strefano Petitti, Rel. Giuseppe Dongiacomo.

Procedura fallimentare – Eccessiva durata - Legge Pinto – Creditori – Domanda di indennizzo – Valutazione del ritardo nei pagamenti – Quantificazione del danno subito da ognuno – Data iniziale cui fare riferimento – Momento dell'ammissione di ciascuno – Data della domanda – Esclusione.

Con riguardo all’indennizzo previsto dalla legge “Pinto” quale equa riparazione del danno conseguente all'eccessiva durata dei processi, la data dalla quale  far decorrere la ragionevole durata del procedimento, al fine di decidere dello scostamento asseritamente verificatosi, deve, nel caso si debba valutare la durata del ritardo registratosi nella conclusione di una procedura fallimentare allo scopo di quantificare equamente il  danno subito, per tale ragione, dai creditori concorsuali istanti,  farsi riferimento al momento in cui  l’ammissione al passivo degli stessi, in via tempestiva o tardiva, ha avuto effettivamente e singolarmente luogo e non a quello della proposizione da parte di ciascuno della domanda di insinuazione. (Pierluigi Ferrini -  Riproduzione riservata)

http://www.fallimentiesocieta.it/sites/default/files/Cass.%20Civ.%2021200.2018.pdf

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