Corte di Cassazione (70/2019) – Considerazioni circa la probabile consumazione dei reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale, preferenziale ed impropria, reati post-fallimentari ed esigenze cautelari.

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Data di riferimento: 
02/01/2019

Corte di Cassazione, Sez. V pen., 02 gennaio 2019 n. 70 – Pres. Gerardo Sabeone, Rel. Giuseppe Riccardi.

Bancarotta fraudolenta patrimoniale -  Fatti di distrazione - Sussistenza del reato - Presupposti oggettivi e soggettivi sufficienti – Nesso causale tra comportamento e fallimento – Presupposto non richiesto.

Stato di dissesto societario – Socio amministratore – Restituzione di finanziamenti da lui concessi – Reato di bancarotta per distrazione o preferenziale – Ricorrere della prima fattispecie .

Bancarotta fraudolenta – Esigenze cautelari –  Attualità del pericolo - Comportamento dell'indagato  - Commissione del fatto incriminato – Tempo trascorso - Considerazione necessaria.

Debiti erariali e/o contributivi – Amministratori della società poi fallita - Sistematico ingiustificato inadempimento - Prevedibilità del dissesto societario – Ipotesi di bancarotta impropria.

Fallito – Scritture contabili – Inadempimento dell'obbligo di consegna – Reato post- fallimentare ex art. 220 L.F. – Possibile configurazione – Perquisizione – Rinvenimento di quei documenti –  Dimensione offensiva della condotta – Valutazione - Reato di bancarotta fraudolenta documentale – Fattispecie più grave – Ipotesi di assorbimento tra reati – Sussistenza.

Ai fini della sussistenza del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale non è necessaria l'esistenza di un nesso causale tra i fatti di distrazione ed il successivo fallimento, essendo sufficiente che l'agente abbia, in un qualsiasi momento e, pertanto,  anche quando l'impresa non versava ancora in stato d'insolvenza, cagionato il depauperamento della stessa, destinandone le risorse ad impieghi estranei alla sua attività. Quanto all'elemento soggettivo è sufficiente la consapevole volontà di dare al patrimonio una destinazione diversa da quella di garanzia delle obbligazioni contratte. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

In tema di bancarotta, qualora il socio creditore si identifichi con lo stesso amministratore della società, la condotta di quest'ultimo, volta alla restituzione, in un periodo di dissesto societario, di finanziamenti da lui in precedenza concessi, si deve ritenere integri il reato di bancarotta per distrazione e non quello di bancarotta preferenziale. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

Ai fini della valutazione delle esigenze cautelari in relazione al delitto di bancarotta fraudolenta, il tempo trascorso dalla commissione del fatto deve essere determinato avendo riguardo all'epoca in cui le condotte illecite sono state poste in essere e non al momento in cui è intervenuta la dichiarazione giudiziale di insolvenza, la quale, ancorché determini il momento consumativo del reato, non costituisce riferimento utile per vagliare il comportamento dell'indagato ai sensi dell'art. 274 c.p.p., collocandosi al di fuori della sua sfera volitiva. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

In tema di bancarotta fraudolenta fallimentare, le operazioni dolose di cui all'art. 223, secondo comma, n. 2) L.F., possono consistere nel sistematico ingiustificato inadempimento da parte degli amministratori di una società poi fallita dei debiti erariali e/o contributivi,  in quanto si può  considerare prevedibile da parte loro il conseguente dissesto della società. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

L'inosservanza da parte del fallito dell'obbligo di consegna  delle scritture contabili  può integrare il reato di cui all'art. 220 L.F., in relazione all'art. 16 n. 3 L.F., ma non, di per sè, il delitto di bancarotta fraudolenta documentale nella cui dimensione offensiva quella condotta, se i fatti addebitati abbiano ad oggetto i medesimi documenti, può essere viceversa assorbita nel caso gli stessi siano stati poi rinvenuti nel corso di una perquisizione, stante che in una tale ipotesi prevale la fattispecie più grave connotata dall'elemento volitivo del dolo specifico. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)  

http://www.fallimentiesocieta.it/sites/default/files/190208074847_0.pdf

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