Corte di Cassazione (22771/2018) – Concordato fallimentare: consolidamento dei crediti ad omologazione avvenuta. Irretroattività della dichiarazione di incostituzionalità di una norma attributiva di privilegi.

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Data di riferimento: 
25/09/2018

Corte di Cassazione, Sez. I civ., 25 settembre 2018, n. 22771 – Pres. Antonio Didone, Rel. Paola Vella.

Concordato fallimentare – Omologazione - Riconoscimento ad un credito del rango privilegiato – Norma attributiva – Successiva dichiarazione di incostituzionalità ex tunc –   Retroattività – Esclusione – Effetto preclusivo rappresentato dall'omologa - Analogia con la defintività del reparto fallimentare.

Qualora il decreto di omologazione del concordato fallimentare abbia riconosciuto ad un credito un grado privilegiato, in applicazione di una norma attributiva di prelazione successivamente travolta da dichiarazione di illegittimità costituzionale con efficacia "ex tunc", detta efficacia retroattiva non si estende ai rapporti ormai definitivamente esauriti, per essersi verificato uno degli eventi cui l'ordinamento collega il loro consolidamento, tra i quali rientra la definitività del riparto fallimentare al pari di quella dell'omologazione in parola, trattandosi in entrambi i casi della cristallizzazione del passaggio dalla posizione di creditore concorsuale (sulla base dello stato passivo) a creditore concorrente (sulla base della regolazione giudiziale, nel primo caso, o consensuale nel secondo). (Massima ufficiale)

[cfr. in questa rivista: Corte Costituzionale, 13 luglio 2017, n. 176 https://www.unijuris.it/node/3897  laddove si è individuato nella definitività del riparto fallimentare il limite ultimo preclusivo del dispiegarsi, peraltro anche dopo l'approvazione dello stato passivo, degli effetti dell'introduzione di un nuovo privilegio nei confronti dei crediti concorsuali]        

 

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/21547.pdf

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