Corte d'Appello di Firenze – Inammissibilità della dichiarazione di fallimento laddove pronunciata prima o al di fuori della risoluzione di un concordato omologato.

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Data di riferimento: 
16/05/2019

Corte d'Appello di Firenze, Sez. I civ., 16 maggio 2019 – Pres. Rel. Isabella Mariani, Cons. Ludovico Delle Vergini e Annamaria Lo Prete.

Concordato preventivo – Omologazione – Grave inadempimento -  Risoluzione su iniziativa dei creditori – Presupposto richiesto per addivenire alla pronuncia del fallimento.

La eliminazione, a seguito della riforma ad opera del D. Lvo.12 settembre 2007, n,169,  del fallimento automatico d'ufficio quale conseguenza dalla risoluzione del concordato preventivo, e la conseguente rimessione ai creditori della valutazione in merito alla possibilità, richiedendo o meno quella misura, di accedere o meno in seconda battuta al fallimento, conduce a ritenere che non sia possibile dichiarare il fallimento prima e al di fuori della dichiarazione di risoluzione ai sensi dell'art. 186 L.F. del concordato omologato. Ai creditori che hanno votato a maggioranza il concordato preventivo loro proposto e in tal senso hanno accettato la regolazione del'insolvenza come prospettata dal debitore spetta infatti la valutazione sulla qualità dell'adempimento mentre il Tribunale non può compiere una nuova valutazione sulla medesima situazione debitoria, se non quando l'accordo sia stato rimosso. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/21739.pdf

[cfr. in questa rivista: Tribunale di Pistoia, Sez. Civile, 20 dicembre 2017 https://www.unijuris.it/node/3956 (per le motivazioni in essa contenute che la Corte Territoriale mostra di condividere); nonchè, ma in senso difforme, Corte di Cassazione, Sez. VII, 17 luglio 2017, n. 17703 https://www.unijuris.it/node/3770; 11 dicembre 2017, n. 29632  https://www.unijuris.it/node/3836 e Sez. I civ., 17 ottobre 2018, n. 26002 https://www.unijuris.it/node/4485]

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