Tribunale di Asti – Compenso spettante ai professionisti che hanno partecipato all'elaborazione del piano concordatario: necessità che il valore esposto nella proposta sia, per essere loro riconosciuto, discusso e votato dai creditori.

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Data di riferimento: 
24/05/2019

Tribunale di  Asti, 24 maggio 2019 – Pres. Paolo  Rampini, Rel. Pasquale Perfetti, Giud. Andrea  Carena.

Concordato preventivo sfociato nel fallimento – Stato passivo – Compenso spettante ai professionisti coadiutori – Valori esposti nella proposta – Efficacia cogente – Presupposto mecessario – Precedente voto favorevole dei creditori – Adunanza non svoltasi - Modalità di quantificazione alternativa.

I valori esposti nella proposta concordataria, afferenenti alla misura del quantum dovuto ai professionisti  che avevano partecipato all'elaborazione del piano, non assumono, laddove quella procedura sfoci poi nella declaratoria di fallimento della società proponente, sic et sempliciter, efficacia cogente nei confronti del ceto creditorio (rappresentato dal Fallimento medesimo), dovendo essere stati, in precedenza, per poter essere considerati rilevanti, oggetto di discussione e voto, nell'ambito dell'adunanza dei creditori [nello specifico, pertanto, non essendosi la suddetta fase neppure svolta e non avendo, di conseguenza, i creditori avuto la possibilità di interloquire in ordine alle voci esposte nel piano concordatario, il tribunale, in sede di opposizione, ha confermato l'operato del G.D. che aveva rigettato le istanze di ammissione come formulate dai professionisti e aveva ritenuto che quanto già percepito dagli stessi in corso di procedura fosse integralmente satisfattivo delle loro ragioni, in quanto,  in assenza di una pattuizione opponibile alla procedura, il compenso a questi spettanti era stato correttamente  calcolato secondo quanto stabilito dal D.M. 140/2012]. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/21846.pdf

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