Tribunale di Bergamo – Il mancato deposito dei bilanci degli ultimi tre esercizi da parte del debitore, nei cui confronti è stata proposta istanza di fallimento, non impedisce allo stesso di provare con altri mezzi la propria non fallibilità.

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Data di riferimento: 
04/03/2020

Tribunale di Bergamo, Sez. II civ. - Fallimentare, 04 marzo 2020 – Pres. Laura De Simone, Rel. Elena Gelato, Giud. Giovanni Panzeri.

Istanza di fallimento – Debitore – Non fallibilità - Non superamento delle soglie di cui all’art. 1 L.F. – Prova - Situazione dimostrabile con ogni mezzo – Mancato deposito dei bilanci – Circostanza non decisiva.

Il debitore nei cui confronti sia stata proposta istanza di fallimento, specie se imprenditore individuale, al fine di provare la sua non assoggettabilità a fallimento non deve necessariamente depositare i bilanci degli ultimi tre esercizi, come previsto dall’ art. 15, quarto comma, L.F., in quanto gli stessi non assurgono a prova legale, ma può provare con ogni altro mezzo il mancato superamento delle soglie di cui all’art. 1 L.F.; ciò in particolare, nel caso degli imprenditori individuali, in quanto soggetti esonerati, ai sensi dell’art. 2214, terzo comma, c.c., dall’obbligo di redigere il bilancio di esercizio onde l’inammissibilità di attribuire una funzione sanzionatoria al mancato deposito di quelli relativi agli ultimi tre anni. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/24217.pdf

[cfr. in questa rivista: Corte di Cassazione, Sez. I civ., 26 novembre 2018 n. 30541 https://www.unijuris.it/node/4469 e Corte di Cassazione, Sez. VI civ. - 1, 27 settembre 2019, n. 24138 https://www.unijuris.it/node/5181].

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Articoli di riferimento nella legge fallimentare
Vedi anche nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza: