Tribunale di Massa – Domanda di concordato preventivo da parte del promittente venditore di un immobile: possibilità che, a fronte di un preliminare trascritto, il tribunale possa evitare l’apertura della procedura competitiva di cui all'art. 163 bis L.F.

Versione stampabileVersione stampabile
Data di riferimento: 
08/03/2021

Tribunale di Massa, Sez. Fallimentare, 08 marzo 2021 (data della pronuncia) – Pres. Paolo Puzone, Rel. Alessandro Pellegri, Giud. Elisa Pinna.

Contratto preliminare di vendita immobiliare – Trascrizione ex art. 2645 bis c.c. -  Successiva domanda di concordato preventivo – Deposito da parte del promittente venditore – Tribunale - Procedura competitiva ex art. 163 bis, L.F. - Mancata attivazione – Fondamento.

Laddove anteriormente al deposito da parte di un soggetto di una domanda di concordato preventivo, lo stesso abbia stipulato  un preliminare di vendita, ad un giusto prezzo, di un suo immobile, nel quale risulti essere stata posta, in forza dell'immissione anticipata del promissario acquirente nel possesso  di quel bene, la sede principale dell'attività d'impresa di quest'ultimo e tale contratto sia stato regolarmente previamente trascritto ai sensi dell'art. 2645 bis c.c., si deve ritenere che il tribunale, a presentazione della domanda di concordato avvenuta, possa, qualora tale scelta risulti preferibile allo scopo di tutelare l’attività di quella impresa, evitare l'apertura della procedura competitiva di cui all'art. 163 bis L.F., come attivabile, data la sua finalità di trasferimento non immediato di un'azienda, di un ramo d'azienda, o di un bene specifico, anche in presenza di un contratto preliminare. Ciò, sia in quanto non trova applicazione, in tal caso, per essere il preliminare stato trascritto anteriormente al deposito della domanda di concordato, il disposto dell'art. 45 L.F., come richiamato dall'art. 169 L.F.; sia in quanto tale preliminare non risulterebbe, alla luce del disposto dell'art, 67, terzo comma, lettera c), L.F., per tale ragione, assoggettabile a revocatoria fallimentare, stante che quella disposizione risulta applicabile non solo all'ipotesi di vendita (o al preliminare di vendita)  di immobili destinati a costituire l'abitazione principale dell'acquirente, ma anche a quella avente ad oggetto immobili destinati a costituire la sede principale dell'attività d'impresa di quello stesso, laddove alla data della dichiarazione di fallimento tale attività risulti effettivamente esercitata ovvero siano stati compiuti investimenti per darvi inizio;  sia infine anche in quanto forma particolare di contratto pendente  di cui, ai sensi degli artt. 169 bis e 72, comma 8, L.F., non è possibile domandare lo scioglimento. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/25050.pdf

[cfr. in questa rivista: Tribunale di Bolzano, Uff. Fall., 17 maggio 2016 https://www.unijuris.it/node/2905].

Uffici Giudiziari: 
[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]
Articoli di riferimento nella legge fallimentare
Vedi anche nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza: