Tribunale di Salerno – Composizione negoziata: possibilità che la richiesta di misure protettive sia inizialmente indirizzata genericamente nei confronti di tutti i creditori; vaglio da svolgersi da parte del giudice in sede di conferma.

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Data di riferimento: 
10/05/2022

Tribunale di Salerno, Sez.III civ., 10 maggio 2022 – Giudice delegato Giorgio Jachia.

Composizione negoziata della crisi – Riconoscimento di misure protettive – Istanza generica indirizzata nei confronti di tutti i creditori – Ammissibilità – Possibilità che l'effetto venga successivamente circoscritto.

Composizione negoziata della crisi – Misure protettive – Riconoscimento - Ricorso volto alla loro conferma e modifica – Vaglio da eseguirsi da parte del giudice - Contenuto.

In sede di composizione negoziata della crisi si deve ritenere ammissibile la richiesta dell’imprenditore di imporre genericamente a tutti i creditori il divieto di acquisire diritti di prelazione o di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio dell'impresa in pendenza di quella procedura ogni qual volta il ricorrente abbia provato che allo stato le misure protettive appaiono strumentali al buon esito delle trattative, in quanto le stesse sarebbero inevitabilmente pregiudicate se i creditori non singolarmente indicati potessero agire individualmente nei confronti della società così precludendo la realizzazione del piano di risanamento [ad avviso del Tribunale dal dettato normativo sembra evincersi che lo “stay” dovrebbe poter colpire in prima battuta tutte le azioni esecutive e cautelari e che questo effetto potrebbe essere successivamente circoscritto a determinate iniziative intraprese dai creditori a tutela dei propri diritti, o a determinati creditori, o categorie di creditori]. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

Il vaglio del giudice in sede di conferma delle misure protettive richieste dal debitore deve avere principalmente ad oggetto sia la verifica della possibilità, in ragione della reversibilità dello squilibrio economico/finanziario, che l’impresa, attraverso la composizione negoziata per la soluzione della crisi,  possa essere risanata, sia l’accertamento dell’effettività della ricerca da parte dell'imprenditore di una soluzione stragiudiziale, sia quello dell’insussistenza in capo allo stesso di meri scopi dilatori, sia infine la verifica della funzionalità delle misure protettive al buon esito delle trattative. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

https://www.dirittodellacrisi.it/articolo/tribunale-di-salerno-10-maggio-2022-est-jachia

[con riferimento all’opzione interpretativa tra l’orientamento secondo il quale le misure protettive richieste dall'imprenditore  possono operare solo nei confronti dei creditori che abbiano già assunto iniziative potenzialmente lesive del suo  patrimonio e la lettura secondo la quale nulla osta alla conferma di misure protettive richieste dall’imprenditore in crisi in forma generale ed estesa, cfr. in questa rivista i pareri difformi di: Tribunale  di Bergamo, Sez. II civ., 24 febbraio 2022https://www.unijuris.it/node/6149; Tribunale di Padova, Sez. I civ., 25 febbraio 2022 https://www.unijuris.it/node/6084 e Tribunale di Roma, Sez. Fallimentare, 03 febbraio 2022  https://www.unijuris.it/node/6034; in tema di contenuto della verifica che il giudice è chiamato a svolgere in sede di ricorso per la conferma o la modifica delle misure protettive: Tribunale di Prato, Sez. civ. - Fallimenti e proc. concorsuali, 22 aprile 2022https://www.unijuris.it/node/6239 e Tribunale di Viterbo, 14 febbraio 2022 https://www.unijuris.it/node/6174 ].

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[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]