Corte di Cassazione (10084/2025) – Fallimento del datore di lavoro e insinuazione al passivo da parte del lavoratore: diritto alle retribuzioni non corrisposte e ai contributi a suo carico trattenuti e non versati.
Corte di Cassazione, Sez. L, 16 aprile 2025, n. 10084 – Pres. Lucia Esposito, Rel. Roberto Riverso.
Fallimento del datore di lavoro – Insinuazione al passivo per crediti di lavoro – Diritto del lavoratore al riconoscimento in privilegio ex art. 2751 bis, n. 1, c.c. delle retribuzioni non corrisposte – Analogo diritto ai contributi previdenziali a suo carico trattenuti e non versati - Quote relative ai contributi dovuti dal datore – Esclusione.
In tema di omesso versamento dei contributi da parte del datore di lavoro poi fallito, nell’ipotesi di insinuazione al passivo per crediti retributivi, il lavoratore non ha alcuna legittimazione attiva in relazione all’obbligazione avente ad oggetto il pagamento della contribuzione previdenziale, mentre le quote di contributi a carico del lavoratore, ritenute dal datore, se non tempestivamente versate all’INPS devono essere corrisposte al lavoratore con collocazione privilegiata, ai sensi dell’art. 2751 bis, n. 1, c.c. (Massima Ufficiale)
https://dirittodellacrisi.it/articolo/cass-sez-l-16-aprile-2025-n-10084-pres-esposito-est-riverso
[in tema di diritto del lavoratore ad essere ammesso al passivo per retribuzione e oneri previdenziali gravanti sullo stesso non versati dal datore di lavoro fallito, cfr. in questa rivista: Corte di Cassazione, Sez. I civ. 17 novembre 2016 n. 23426 https://www.unijuris.it/node/3204].
