Corte di Cassazione (9010/2025) - Il fallito non è legittimato ad impugnare una sentenza sfavorevole concernente rapporti tributari risalenti a prima del fallimento, ancorché il curatore non vi abbia deliberatamente provveduto.
Corte di Cassazione, Sez. V tributaria, 05 aprile 2025, n. 9010 – Pres. Valentino Lenoci, Rel. Marcello Maria Fracanzani.
Rapporto d'imposta formati anteriormente alla dichiarazione di fallimento del contribuente – Emissione di avvisi di accertamento - Avvenuta costituzione in giudizio da parte curatore per contestarli – Sentenza sfavorevole – Scelta deliberata del curatore di non appellarla – Comportamento non improntato ad inerzia – Inammissibilità dell'impugnazione proposta al suo posto dal fallito.
Nel caso in cui i presupposti del rapporto d'imposta si siano formati anteriormente alla dichiarazione di fallimento, ove il curatore si sia attivato in sede giurisdizionale avverso l'avviso di accertamento, il fallito non è legittimato ad impugnare la sentenza sfavorevole, ancorché il curatore non abbia proposto gravame, non sussistendo il presupposto dell'inerzia assoluta. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dal socio per conto della società fallita, al fine di evitare la formazione di un giudicato suscettibile di spiegare effetto pregiudizievole nel giudizio di impugnazione del distinto avviso di accertamento da lui personalmente ricevuto). (Massima Ufficiale)
[in tema di legittimazione suppletiva del contribuente fallito ad impugnare l’atto impositivo nell’evenienza dell’inattività del curatore, cfr. in questa rivista:Corte di Cassazione, Sez. Trib., 30 settembre 2021, n. 26506 https://www.unijuris.it/node/5875].
