Corte di Cassazione (24006/2025) – Azione di responsabilità proposta nei confronti dell'amministratore, poi deceduto, della fallita: la costituzione dei chiamati all'eredità costituisce accettazione implicita della qualità di eredi.
Corte di Cassazione, Sez. I civ., 27 agosto 2025, n. 24006 – Pres. Massimo Ferro. Rel. Cosmo Crolla.
Fallimento di società - Azione di responsabilità proposta nei confronti dell'amministratore nel frattempo deceduto – Costituzione in giudizio dei chiamati all'eredità quali legittimati passivi – Comportamento comportante accettazione implicita della qualità di eredi.
L'assunzione in giudizio della qualità di erede, di un originario debitore, costituisce accettazione tacita dell'eredità qualora i chiamati si costituiscano dichiarando tale qualità senza in alcun modo contestare il difetto di titolarità passiva della pretesa, compiendo gli stessi un'attività non altrimenti giustificabile se non con la veste di erede, che esorbita dalla mera attività processuale conservativa del patrimonio ereditario, ed è dichiarata non al fine di paralizzare la pretesa, ma di illustrare la qualità soggettiva nella quale essi intendono paralizzarla. (Affermando tale principio la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva condannato i coeredi costituiti a seguito del decesso dell’ex amministratore della società fallita). (Massima Ufficiale)
https://dirittodellacrisi.it/articolo/cass-sez-1-27-agosto-2025-n-24006-pres-ferro-est-crolla
[in tema di tassatività dei motivi di impugnazione per cassazione e di inammissibilità della prospettazione generica e cumulativa di vizi di natura eterogenea, cfr. in questa rivista: Corte di Cassazione, Sez. I civ., 02 marzo 2022, n. 6866 https://www.unijuris.it/node/6187].
