Corte di Cassazione (101/2026) – Revocatoria fallimentare: considerazioni in tema di presunzione della scientia decoctionis e di esimente conseguente alla predisposizione di un piano di rientro o al rispetto nei pagamenti dei termini d’uso.
Corte di Cassazione, Sez. I civ., 02 gennaio 2026, n. 101 – Pres. Alberto Pazzi, Rel. Roberto Amatore
Revocatoria fallimentare ex art. 67, secondo comma, L.F. – Prova necessaria della scientia decoctionis – Possibilità che sia fornita anche tramite presunzioni - Apprezzamento riservato ai giudici del merito – Insindacabilità in Cassazione se adeguatamente motivato. Revocatoria fallimentare - Consapevolezza iniziale in capo al creditore della scientia decoctionis – Possibilità che la predisposizione di un piano di rientro possa escluderne la ricorrenza - Condizione necessaria.
Revocatoria fallimentare – Pagamenti eseguiti nei termini d’uso - Esimente prevista dall’art. 67, comma 3, L.F. dei termini d’uso – Presupposti perché possa ravvisarsene la ricorrenza – Intervenuti accordi tra le parti che risultino riferibili all’attività esercitata dal debitore..
Con riferimento alla revocatoria fallimentare prevista dall’art. 67, secondo comma, L.F., l’accertamento e la prova della scientia decoctionis in capo al terzo che presuppone, risulta possibile abbia luogo anche mediante presunzioni e costituisce apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione adeguata e non apparente. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
In tema di revocatoria fallimentare, allorquando vengono pianificati alcuni pagamenti spiegati in un arco temporale, la consapevolezza iniziale dello stato di decozione del debitore (che si esprime nell’accettazione del piano di rientro) si proietta sulla successiva attività solutoria, ove non intervengano elementi atti a trasformare la speranza che l’impresa dissestata onori i suoi impegni in consapevolezza di fattori sopravvenuti, atti a comportare un mutamento della situazione economica, i quali devono essere dedotti e provati da chi contesta la persistenza della consapevolezza dello stato di insolvenza in relazione ai singoli successivi pagamenti. (Massima Ufficiale)
Il rinvio operato dall’art. 67, comma 3, lett. a), l. fall., ai “termini d’uso”, ai fini dell’esenzione da revocatoria dei pagamenti del prezzo dovuto per l’acquisto di “beni e servizi” effettuati nell’esercizio dell’attività d’impresa, attiene alle modalità di pagamento concretamente invalse tra le parti. Ne consegue che l’art. 67, comma 3, lett. a), cit., consente di escludere la revocabilità dei pagamenti in qualche modo riferibili all’oggetto tipico di tale attività (con esclusione delle operazioni che con quell’attività non abbiano un nesso diretto) che siano stati eseguiti e accettati in termini diversi rispetto a quelli contrattualmente previsti tutte le volte in cui tali pagamenti, in ragione dei nuovi accordi intercorsi tra le parti, non possano essere considerati “in ritardo”, trattandosi, per contro, di adempimenti esatti. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
https://dirittodellacrisi.it/articolo/cass-sez-1-2-gennaio-2026-n-101-pres-pazzi-est-amatore
[con riferimento alla prima massima, in tema di revocatoria fallimentare ex art. 67, secondo comma, L.F. e di ammissibilità che il curatore possa offrire la prova della effettiva conoscenza dello stato d'insolvenza da parte del terzo accipiens anche mediante presunzioni, cfr. in questa rivista: Corte di Cassazione, Sez. I civ., 14 settembre 2022, n. 27070 https://www.unijuris.it/node/6544 e Cassazione civile, Sez. I, 08 febbraio 2018, n. 3081 https://www.unijuris.it/node/4208; con riferimento al contenuto della terza massima, vale a dire in tema di esenzione da revocatoria ex art. 67, terzo comma, lettera a), L.F.: Corte di Cassazione, Sez. I civ., 22 novembre 2024, n. 30127 https://www.unijuris.it/node/8247; Corte di Cassazione, Sez. I civ., 04 aprile 2024, n.8900 https://www.unijuris.it/node/7844; Corte di Cassazione, Sez. I civ., 18 marzo 2019, n. 7580 https://www.unijuris.it/node/4835; Corte di Cassazione. Sez. I civ., 07 luglio 2021, n. 19373 https://www.unijuris.it/node/5813 e Corte di Cassazione, Sez. I civ., 11 maggio 2023, n. 12837 https://www.unijuris.it/node/7014].
