Corte di Cassazione (1469/2026) – Esdebitazione: principio di ultrattività temporale ex art. 390, comma 2, C.C.I. della disciplina fallimentare. Compatibilità con la normativa UE del termine di decadenza previsto dall’art. 143 L.F.

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Data di riferimento: 
22/01/2026

Corte di Cassazione, Sez. I civ., 22 gennaio 2026, n. 1469 – Pres. Massimo Ferro, Rel. Filippo D’Aquino.

Istanza di esdebitazione proposta da soggetti falliti dopo il 15 luglio 2022 – Ultrattività della precedente normativa rispetto a quella del codice della crisi - Fondamento.

Esdebitazione disciplinata dalla legge fallimentare – Previsione di un termine annuale per la proposizione dell’istanza – Compatibilità con la normativa UE - Condizione necessaria.

In applicazione del principio di ultrattività previsto dall’art. 390, comma 2, C.C.I., l’istanza di esdebitazione proposta dopo l’entrata in vigore del Codice della crisi da soggetti dichiarati anteriormente falliti resta disciplinata dalla legge fallimentare e non dalla normativa sopravvenuta, ciò dovendosi considerare quell’istituto, come prevedente la inesigibilità dal debitore dei crediti rimasti insoddisfatti nell’ambito della procedura concordataria, non autonomo rispetto a quella, ma ad essa attinente, completandone gli effetti, alla sua fase conclusiva, e non potendo trovare in quel caso applicazione il principio del favor debitoris, non avendo il fallimento natura sanzionatoria e costituendo l’esdebitazione un punto di equilibrio tra i diritti del debitore e quelli dei creditori. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

Con riferimento alla disciplina prevista dalla legge fallimentare, il termine di decadenza annuale previsto dal previgente art. 143 L.F. per la proposizione della domanda di esdebitazione, come giustificato da esigenze di certezza dei rapporti giuridici e di effettività del procedimento, risulta, in quanto ragionevole, coerente coi principi di certezza del diritto dell’Unione Europea, rientrando nella discrezionalità degli Stati membri la disciplina delle modalità procedurali dirette ad assicurare la salvaguardia dei diritti che i singoli traggono dal diritto europeo e, quindi, in quel caso per attingere a quel beneficio; ciò sempreché tale disciplina non contrasti con i principi di equivalenza, cioè con risulti meno favorevole di quelle che regolano situazioni analoghe di tipo interno, e di effettività, vale a dire che non risulti strutturata in modo tale da rendere impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti attribuiti dall’ordinamento giuridico dell’Unione. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

https://mobile.ilcaso.it/sentenze/ultime/34224/CrisiImpresa?La-Cassazione-a-proposito-della-Esdebitazione%3A-disciplina-intertemporale-e-ragionevolezza-dei-termini-di-decadenza

[in tema di ultrattività della disciplina fallimentare anche rispetto all’esdebitazione richiesta dopo il 15 luglio 2022, cfr. in questa rivista: Corte di Cassazione, Sez. I civ., 03 giugno 2025, n. 14835 https://www.unijuris.it/node/8553 e Corte di Cassazione, Sez. I civ., 14 novembre 2025, n. 30108 https://www.unijuris.it/node/8809].

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[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]
Articoli di riferimento nella legge fallimentare
Vedi anche nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza: