Corte di Cassazione (28867/2025) – Considerazioni in tema di proponibilità nel medesimo giudizio, o in giudizi differenti, di azione revocatoria ordinaria e di simulazione e in tema di inammissibilità della revocatoria c.d. “a catena”.
Corte di Cassazione, Sez. III civ., 31 ottobre 2025, n. 28867 - Pres. Luigi Alessandro Scarano, Rel. Stefania Tassone.
Azione revocatoria ordinaria e azione di simulazione – Differenza per contenuto, presupposti e finalità – Proponibilità, ciò nonostante, nel medesimo giudizio (in via alternativa o in via subordinata tra loro) o in giudizi differenti – Insussistenza di una qualche preclusione.
"L’azione di simulazione e quella revocatoria si distinguono per contenuto, presupposti e finalità, in quanto la prima mira ad accertare l’esistenza di un negozio apparente ed invero non voluto dalle parti, la seconda è tesa ad ottenere una declaratoria di inefficacia relativa di un contratto esistente e realmente voluto, e sono dunque tra loro diverse e connotate da reciproca autonomia. Pur diverse per contenuto e finalità, possono essere proposte entrambe nello stesso giudizio, o in giudizi differenti, in forma alternativa tra loro o, anche, eventualmente, in via subordinata l'una rispetto all'altra, senza che la possibilità di esercizio dell'una precluda la proposizione dell'altra". (Principio di diritto)
[con riferimento ad una diversa problematica affrontata nello specifico, la Corte, richiamando il precedente rappresentato da Corte di Cassazione, Sez. III, 07 dicembre 2024 n. 31463 https://www.unijuris.it/node/8174 (cfr. in questa rivista), ha ribadito, dando continuità all’indirizzo espresso in materia, che la revocatoria non può essere estesa “ a catena” fino a colpire atti di terzi non debitori del creditore, ma aventi causa dal debitore, pur se per lo stesso creditore pregiudizievoli, in quanto relativamente a tali atti il rimedio è diverso, e, se del caso, va ricondotto alla azione extracontrattuale ex art. 2043 cod. civ.].
