Corte di Cassazione (6763/2026) – Accordo di ristrutturazione: le sopravvenienze attive da esdebitamento non sono tassabili sia se superiori, sia se pari o inferiori, rispetto alle perdite, agli interessi passivi ed oneri assimilati.
Corte di Cassazione, Sez. 5, 20 marzo 2026, n. 6763 – Pres. Maria Luisa De Rosa, Rel. Giuliano Tartaglione.
Sopravvenienze attive – Accordo di ristrutturazione –Sopravvenienze da esdebitamento – Detassabilità sia se eccedenti, sia se pari o inferiori, rispetto alle perdite, agli interessi passivi e oneri assimilati – Ragione sottostante.
Ai sensi dell’art. 88, comma 4 ter, TUIR, deve escludersi che costituisca sopravvenienza attiva tassabile non solo l’eccedenza dei debiti stralciati per effetto della ristrutturazione prevista dall’art. 182 bis L. fall. (oggi art. 58 CCII) rispetto alle perdite, di periodo e pregresse, calcolate nel loro valore integrale, agli interessi passivi ed agli oneri assimilati, ma anche, nella diversa ipotesi in cui i debiti stralciati siano pari o inferiori alle dette perdite, agli interessi passivi ed agli oneri assimilati, l’importo dei detti debiti, dovendo ritenersi (in tutto o in parte) assorbiti nel monte delle perdite. (Principio di diritto e Massima Ufficiale) [al riguardo la Corte ha precisato che l’interpretazione dell’art. 88, comma 4-ter, TUIR deve infatti evitare una duplicazione di imposizione sul medesimo componente positivo, che si verificherebbe qualora le sopravvenienze fossero sia utilizzate per ridurre le perdite sia assoggettate a tassazione]. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata
