Corte di Cassazione (22051/2026) - L'impegno assunto dall'appaltatore di eliminare i vizi dell'opera costituisce tacito riconoscimento e genera una nuova obbligazione di facere di fonte negoziale suscettibile di revoca quale atto dispositivo.
Inserito da Francesco Gabassi il Lun, 03/08/2026 - 15:30Corte di Cassazione, Sez. I civ., 27 giugno 2026, n. 22051 – Pres. Paola Vella, Rel. Filippo D’Aquino.
Appalto di opere – Denuncia della presenza di vizi da parte del committente – Assunzione di una obbligazione di facere di natura negoziale da parte dell’appaltatore – Costi sostenuti dal committente per eliminarli – Accettazione che vengano portati in compensazione - Estinzione di crediti che in mancanza le sarebbero stati corrisposti - Natura di atto dispositivo revocabile.
