Tribunale di Milano – Procedimenti per la composizione della crisi da sovraindebitamento: verifiche del tribunale, in particolare volte ad accertare la mancanza di comportamenti fraudolenti.

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Data di riferimento: 
18/11/2016

Tribunale di Milano 18 novembre 2016 - Est. Mammone.

Procedimenti per la composizione della crisi da sovraindebitamento - Condotta tenuta dal debitore Plurime verifiche del tribunale – Differenza con la procedura di concordato preventivo - Esistenza di atti in frode ai creditori - Venir meno del requisito della meritevolezza. – Inammissibilità dell’accesso alle procedure.

La disciplina della composizione della crisi, a differenza di quanto previsto in caso di concordato preventivo, prevede  che il tribunale verifichi  a più riprese e sotto diversi profili (cause dell’indebitamento e dell’incapacità di adempiere alle obbligazioni assunte, diligenza del debitore nell’assunzione delle stesse, attendibilità della documentazione allegata all’atto introduttivo, solvibilità negli ultimi cinque anni) la condotta tenuta dal debitore nel periodo antecedente all’accesso alla procedura. Si deve, in  particolare, ritenere che l’esistenza di atti in frode ai creditori renda inammissibili tutte e tre i procedimenti previsi dalla legge 3/2012 per la composizione della crisi da sovraindebitamento, e pertanto sia l’accordo, che richiede una manifestazione di volontà da parte dei creditori, sia il piano del consumatore e la procedura di liquidazione dei beni, che non necessitano invece dell'adesione del ceto creditorio, e ciò in quanto la medesima espressione - atti di frode - ricorre sia nell'art.10 che negli artt. 12 bis e 14 quinquies della predetta legge. La presenza di atti di disposizione patrimoniale di natura fraudolenta, laddove sia accertata dal giudice, rende infatti, in ogni caso, indipendentemente dalla idoneità decettiva del procedimento proposto, il debitore immeritevole dei vantaggi che derivano dal buon esito della procedura. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

 

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/16320.pdf

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