Corte Costituzionale – Reati fallimentari: illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, c.p. e possibile prevalenza dell’attenuante di cui all’219, terzo comma, L.F. sulla recidiva.

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Data di riferimento: 
17/07/2017

Corte Costituzionale 17 luglio 2017 n. 205 – Pres. Paolo Grossi, Rel. Giorgio Lattanzi.

Reati fallimentari – Bancarotta fraudolenta e semplice e ricorso abusivo al credito – Speciale tenuità del danno -  Circostanza attenuante - Prevalenza sull’aumento di pena previsto per la recidiva – Ammissibilità – Art. 69, quarto comma, c.p. - Illegittimità costituzionale.

Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, c.p., come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005 n. 251, nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 219, terzo comma, L.F., prevista per i fatti previsti dagli artt. 216, 217 e 218 L.F., sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, c.p.; ciò in quanto lo stesso si pone in contrasto sia con il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, sia con l’art. 25, secondo comma, Cost., che pone il fatto alla base della responsabilità penale, sia con l’art. 27, terzo comma, Cost. che finalizza la pena alla rieducazione del condannato, comportando l’applicazione irragionevole, in violazione del principio di offensività, della stessa pena a condotte diverse, che abbiano cagionato ai creditori rispettivamente danni patrimoniali di rilevante e di speciale tenuità. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

 

http://www.fallimentiesocieta.it/sites/default/files/Corte%20cost%20205_17.pdf

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