Tribunale di Modena - Ristrutturazione dei debiti del consumatore: modalità cui fare ricorso per stabilire se ricorra o meno la condizione della colpa grave come ostativa all’accesso alla procedura.
Tribunale Ordinario di Modena, Sez. III civ. - Sottosezione Crisi Insolvenza e Procedure Concorsuali, 28 ottobre 2025 – Giudice Carlo Bianconi.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore - Colpa grave quale causa ostativa all’accesso a quella procedura – Interpretazione cui fare ricorso per decidere della ricorrenza o meno di quella condizione soggettiva – Conformità alla Direttiva Insolvency – Criterio interpretativo da utilizzarsi.
La normativa interna (art. 69, primo comma, C.C.I.) riconosce, quale condizione soggettiva ostativa all’accesso alla ristrutturazione dei debiti del consumatore, oltre che la mala fede o frode, anche la colpa grave, laddove la Direttiva cd. Insolvency (notoriamente non applicabile al consumatore, ma valido canone interpretativo di ogni situazione di insolvenza civile), limita le deroghe alla esdebitazione ai casi della “disonestà” e della “malafede”: si veda al riguardo il Considerando 78 e l’art. 23, par. 1. Il diritto nazionale, quindi, andrebbe interpretato nel modo più aderente possibile allo spirito della Direttiva (che ha cura di precisare altresì che “Se l'imprenditore [e, quindi, il debitore; ndr] non beneficia della presunzione di buona fede e onestà a norma del diritto nazionale, l'onere della prova relativo alla loro buona fede e onestà non dovrebbe rendere inutilmente difficile o gravoso l'accesso alla procedura”), e condurre a ritenere meritevoli dell’accesso allo strumento in parola anche quei debitori che, pur essendosi prodotti nel corso degli anni in una gestione inefficiente della loro vita economica, nondimeno, abbiano improntato il loro agire al rispetto minimo dei doveri di solidarietà sociale previsti dalla Costituzione (art. 2) evitando di perseguire il fine dell’“arricchimento alle spalle dei creditori” e mirando, in buona sostanza, al solo tentativo di salvaguardia della propria esistenza dignitosa e di quella del proprio nucleo.
