Art. 67. - Atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie.

Corte di Cassazione (14537/2026) – Risulta accoglibile l’istanza di insinuazione al passivo di un residuo credito che risulti provata dalla ricognizione di debito contenuta in un accordo di risanamento come concluso.

Corte di Cassazione, Sez. I civ, 16 maggio 2026, n. 14537 – Pres. Alberto Pazzi, Rel. Cosmo Crolla.

Fallimento – Stato passivo e opposizioni – Istanza di insinuazione al passivo di un residuo credito – Validità della prova costituita da un atto di ricognizione di debito.

Data di riferimento: 
16/05/2026
[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]

Corte di Cassazione (5848/2026) – Azione revocatoria fallimentare di rimesse bancarie: riaffermazione quale criterio per potervisi addivenire della tradizionale distinzione tra rimesse solutorie e ripristinatorie.

Corte di Cassazione, Sez. I civ., 15 marzo 2026, n. 5848 – Pres. Francesco Terrusi, Rel. Filippo D’Aquino.

Azione revocatoria fallimentare di rimesse bancarie – Natura solutoria o ripristinatoria delle stesse – Criterio distintivo cui fare ricorso per considerarla accoglibile o meno - Riduzione non consistente e non durevole dell’esposizione debitoria – Ipotesi eccezionale di esonero da provarsi da parte della banca.

Data di riferimento: 
15/03/2026
[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]

Corte di Cassazione (5847/2026) – Non consistenza e durevolezza delle rimesse bancarie: fattispecie impeditiva della revocabilità dei pagamenti eseguiti, con funzione solutoria, dal soggetto poi fallito in periodo sospetto.

Corte di Cassazione, Sez. I civ., 15 marzo 2026, n. 5847 - Pres. Francesco Terrusi, Rel. Andrea Zuliani.

Fallimento – Revocabilità fallimentare di rimesse bancarie – Natura solutoria delle stesse – Presupposto tuttora richiesto – Esenzione ex art. 67, comma 3, lett. b) L.F.  – Funzione meramente impeditiva del suo verificarsi - Onere della prova gravante sulla banca che voglia avvalersene.

Data di riferimento: 
15/03/2026
[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]

Corte di Cassazione (3931/2026) – Revocatoria fallimentare di pagamento eseguito a favore di un legale: presupposto affinché operi l’esenzione ex art. 67, terzo comma, lett. g), L.F. Decisione sulle spese giudiziali.

Corte di Cassazione, Sez. I civ., 22 febbraio 2026, n. 3931 – Pres. Massimo Ferro, Rel. Roberto Amatore.

Revocatoria fallimentare - Pagamento del legale occupatosi solo di operare un esame preliminare di fattibilità della soluzione concordataria - Procedura poi non aperta - Esenzione ex art. 67, comma 3, lett. g), L.F. - Esclusione - Fondamento. 

Spese processuali – Condanna del soccombente – Non necessità di una motivazione – Differenza rispetto alla pronuncia di compensazione.

Data di riferimento: 
22/02/2026
[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]

Corte d’Appello di Bologna – Considerazioni in tema di esenzione da revocatoria fallimentare dei pagamenti eseguiti in esecuzione di accordi di ristrutturazione.

Corte d’Appello di Bologna, 04 dicembre 2025 – Pres. Giovanni Salina, Cons. Rel. Silvia Romagnoli, Cons. Antonella Romano.

Azione revocatoria fallimentare di rimesse bancarie – Pagamenti posti in essere in esecuzione dell’accordo ex art. 182 bis L.F. – Condizioni perché operi l’esenzione ex art. 67, comma 3, lettera e), L.F.

Data di riferimento: 
04/12/2025
[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]

Corte di Cassazione (30174/2025) –Revocatoria fallimentare delle rimesse eseguite dalla società poi fallita in periodo sospetto a fronte della concessione da parte di una banca di un mutuo garantito da pegno su libretto di deposito.

Corte di Cassazione, Sez. I civ., 15 novembre 2025, n. 30174 – Pres. Massimo Ferro, Rel. Alberto Pazzi.

Fallimento – Anteriore riconoscimento da parte di una banca alla fallita, allorché in bonis, di un mutuo garantito da libretto di deposito - Rimesse effettuate in periodo sospetto dalla mutuataria ad estinzione di quello – Presupposto perché risultino revocabili.

Data di riferimento: 
15/11/2025
[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]

Tribunale di Lecce – L’inserimento di un credito nei confronti della procedura all’interno di una proposta di concordato preventivo non costituisce ricognizione di debito.

Tribunale di Lecce, Sez. III civ., 14 novembre 2025 (data della pronuncia) – Pres. Maria Gabriella Perrone, Rel. Vincenzo Cantelli, Giud. Annafrancesca Capone.

Proposta di concordato preventivo – Inserimento da parte del proponente di un credito nei confronti della procedura – Circostanza non costituente ricognizione di debito – Ragione sottostante.

Data di riferimento: 
14/11/2025
[Questo provvedimento si riferisce alla Legge Fallimentare]

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