Tribunale di Milano – Necessità della riabilitazione e della pronuncia del tribunale di sorveglianza sull’effettivo approdo rieducativo del reo per l’esdebitazione in ipotesi di patteggiamento per bancarotta fraudolenta.

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Data di riferimento: 
01/02/2018

Tribunale Milano, 01 Febbraio 2018. Est. Rossetti.

Esdebitazione – Art. 142 l.fall. - Bancarotta fraudolenta - Patteggiamento - Riabilitazione – Necessità – Effettivo approdo rieducativo del reo – Pronuncia del tribunale di sorveglianza – Necessità.

Poiché a norma dell’art. 142, co.1 n. 6 l.fall. il fallito persona fisica è ammesso al beneficio dell’esdebitazione a condizione che “non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta … salvo che per tali reati sia intervenuta la riabilitazione” e poiché ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti di ammissibilità della domanda di esdebitazione, non vi è alcun appiglio normativo per distinguere le sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti dalle sentenze di condanna emesse a seguito di dibattimento o di giudizio abbreviato atteso che queste, come quelle, sono, per espressa previsione normativa (v. art. 445, co. 1, c.p.p.) "sentenze" che, come tali, una volta divenute irrevocabili passano in cosa giudicata e possono essere rimosse esclusivamente a seguito del giudizio di revisione, come espressamente stabilito dall'art. 629 c.p.p., si deve ritenere che anche nell'ipotesi di patteggiamento per il delitto di bancarotta fraudolenta, ai fini dell'ammissione al beneficio dell'esdebitazione, il fallito debba ottenere, in linea di principio, la sua riabilitazione a norma del'art. 142, co. 1, n. 6 legge fall. (Francesco Gabassi – Riproduzione riservata).

Siccome i fatti astrattamente qualificabili come di bancarotta fraudolenta sono suscettibili di autonoma valutazione da parte del tribunale fallimentare a norma dell'art. 142 n. 5 l.f. (che fa espresso riferimento all'ipotesi di distrazione dell'attivo), al fine di coordinare la condizione prevista dal n. 5 con la condizione prevista dal n. 6 del medesimo articolo deve ritenersi che, qualora quei fatti abbiano dato luogo ad una sentenza di condanna definitiva, fermo restando l'autonomo spazio di valutazione in capo al tribunale fallimentare, ai fini dell'esdebitazione, sia anche richiesta una pronuncia da parte del tribunale di sorveglianza "sull'effettivo approdo rieducativo del reo", pronuncia che non può mancare, nemmeno in caso di patteggiamento con pena estinta. (Francesco Gabassi – Riproduzione riservata).

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/19755.pdf

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