Corte di Cassazione (2664/2019) - Concordato preventivo e richiesta di restituzione del "finanziamento" in precedenza accordato, quale forma di intervento di sostegno pubblico all' impresa: natura privilegiata di quel credito.

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Data di riferimento: 
30/01/2019

Corte di Cassazione, Sez. I civ., 30 gennaio 2019 n. 2664 – Giud.  Aldo Angelo  Dolmetta.

SACE – Finanziamento in precedenza accordato – Impresa beneficiaria – Ammissione a concordato preventivo – Revoca dell'intervento – Natura di sostegno pubblico – Credito per la restituzione - Art. 9, comma 5, del D. Lvo. n. 123/1998 – Privilegio – Riconoscibilità. 

Deve essere riconosciuto alla società "finanziatrice" o da considerarsi tale [nel caso specifico alla SACE, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, specializzata nel settore assicurativo e finanziario] allorchè faccia richiesta, a seguito di intervenuta revoca, di restituzione del "finanziamento"(da intendersi in senso lato) in precedenza accordato ad un' impresa, in ragione del sacrificio patrimoniale in concreto sopportato,  il  privilegio, che l'art. 9, comma 5, del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 123, "Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese", le assicura in una tale ipotesi; ciò in quanto quel privilegio trova, appunto, la propria peculiare causa nel sostegno pubblico delle attività produttive, in qualunque forma si estrinsechi (erogazione diretta di somme, finanziamento agevolato, concessione di garanzie o altra modalità, come da previsione dell'art. 7), e assiste ex lege  il rapporto sin dal momento in cui il particolare intervento si è realizzato; ragion per cui il suo riconoscimento non risulta precluso, nel caso l'impresa beneficiata proponga [come nel caso specifico, in cui il beneficio era rappresentato dalla concessione di garanzie a favore di banche erogatrici di mutui], in epoca successiva, ricorso ex art. 161 L.F. per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo e che il beneficio venga, esso pure, successivamente revocato, nè dalla norma di cui all'art. 168, terzo comma, L.F. (inefficacia delle cause di prelazione acquisite dopo la presentazione del ricorso), né dalle norme di cui al combinato disposto degli artt. 45 e 169 L.F. (inefficacia delle formalità eseguite dopo la presentazione), non potendosi considerare la revoca come costitutiva di un privilegio, da ritenersi già in precedenza sorto.(Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)

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